I caratteri in uso nell'atelier tipografico della Casa Editrice

La collezione di caratteri 'di cassa' in uso presso l'atelier tipografico interno alla Casa editrice Tallone è uno dei più importanti e completi d'Europa, essendo stato costantemente integrato nel corso dei secoli fino all'attualità con il succedersi dei proprietari dell'atelier sin dall'epoca della Rivoluzione Francese.

I caratteri 'di cassa' presentano caratteristiche peculiari che li differenziano da quelli della composizione meccanica: in primo luogo, sono i soli tratti dai punzoni originali incisi direttamente da grandi artisti, dove le proporzioni delle lettere sono adattate di volta in volta alla dimensione dei corpi, creando un'atmosfera di grande ricchezza interpretativa sconosciuta allo standard industriale della Monotype e Linotype e alle font elettroniche. In secondo luogo, i tipi 'di cassa' sono costituiti da una lega particolarmente dura di antimonio, stagno e piombo, che consente loro di poter essere impiegati anche per secoli, mentre i secondi, ideati per essere utilizzati una volta soltanto, o eccezionalmente per una-due ristampe, presentano una lega povera di antimonio e meno durevole.

Nelle schede successive sono illustrati i prestigiosi caratteri di cassa che maggiormente ricorrono nelle pubblicazioni della Casa editrice: il Jenson-Kis, il Caslon, il Garamond Deberny & Peignot e il Tallone, tutti sbalzati a mano su punzone.

Janson Antiqua (Kis)
Nicholas (Miklós) Kis (1650–1702), tipografo e incisore ungherese perfezionatosi in Olanda, fu autore in epoca barocca di caratteri di grande distinzione, erroneamente attribuiti ad Anton Janson, incisore e fonditore di Amsterdam, presso il quale Kis lavorò. I punzoni, giunti alla stamperia-fonderia poliglotta Drugulin di Lipsia dopo vari passaggi, furono ceduti nel 1919 alla Stempel di Francoforte che mise in commercio i caratteri denominandoli Janson Antiqua. Questi tipi, tratti dai punzoni originali del 1683, sono dotati di grande mordente nel tondo e di ritmica eleganza nel corsivo, seppure integrati da aggiunte di segni e di corpi incisi da mani diverse.

Caslon
Carattere inciso da William Caslon I tra il 1722 e il 1734 nella sua fonderia di Londra. Destinato a un successo che non accenna a diminuire col passare dei secoli, in virtù della sua forma solida e aperta, intagliata con spontaneità e sicurezza tali da metterci di fronte al mistero del bello. Perché proprio alcune lettere che possono apparire perfettibili, in realtà contribuiscono a una esemplare, armonica efficacia d’insieme. Con questi tipi, a partire dal 1931, Alberto Tallone realizzò le prime composizioni durante l’apprendistato a Châtenay-Malabry, dove il suo maestro, Maurice Darantière, si affidava di frequente a questi caratteri che amava. Alberto continuò a usarli nell’arco della propria attività, trasmettendo anche ai suoi eredi e continuatori la passione per questi tipi, i cui disegni, nelle diverse dimensioni, variano impercettibilmente nei toni e nelle proporzioni di alcune lettere, cosicché ogni serie, pur seguendo un unico tema, presenta una propria spiccata personalità.

Garamond Deberny et Peignot
L'intento di Georges Peignot, che nel 1914 iniziò gli studi di questa riuscitissima versione incisa su punzoni del valente Parmentier, fu quello di riportare in auge questi tipi classici cinquecenteschi, prendendo spunto dalle serie in possesso dell'Imprimerie Nationale, attribuite a Garamond, in realtà desunte dai tipi seicenteschi di Jean Jannon. Tra le numerose interpretazioni di questi caratteri, la cui fortuna non accenna a diminuire, quella promossa da Georges Peignot, unendo la bellezza della forma alla forza del tratto, incarna al massimo grado la chiarezza latina che ha reso famosi questi caratteri umanistici che furono messi in commercio soltanto dopo l'unione della Fonderia Peignot con Deberny, avvenuta nel 1923. Alberto Tallone li acquistò nel 1949 per comporre il Canzoniere di Petrarca, iniziando un sodalizio con essi che prosegue ininterrotto, in alternativa al Caslon ed al proprio carattere, anch'esso del 1949, al fine di interpretare graficamente le opere di prosa, teatro e poesia, scegliendo i tipi e i corpi più rispondenti allo spirito dei testi.

Tallone®
Il carattere Tallone fu ispirato al suo disegnatore Alberto Tallone dalla volontà di definire i profili di un nuovo carattere che potesse catturare lo spirito del tempo entro forme originali e moderne, evitando di partire dalla rielaborazione di qualche fortunato modello preesistente, pur restando per slancio e respiro nel solco della tradizione elzeviriana. Avendo respirato l’atmosfera classica del paesaggio e dell’architettura palladiana durante la creazione del carattere, Tallone aveva desiderato che fosse chiamato Palladio in onore del grande architetto veneto, ma, una volta realizzato nel 1949, il carattere mantenne il nome con cui era denominato in bottega presso l’incisore Charles Malin e presso i fonditori della Radiguer. In particolare, Alberto volle creare un corsivo rotondo e disteso che fosse adatto alle lunghe letture, per rilanciare il corsivo nella composizione di interi volumi, emulando così Aldo Manuzio. Mentre le scritte incise nel Rinascimento sulle fontane di Roma, più che i modelli di epoca augustea, ispirarono Alberto Tallone nel disegno degli alfabeti maiuscoli, nell’intento di unire alla lapidaria classicità, le suggestioni di un’ariosa freschezza. Il critico Jean Loize nel presentarlo in anteprima nella sua galleria di Parigi ne metteva in evidenza l’essenzialità del tratto e il legame con tutta la tradizione classica della produzione di caratteri: “Il carattere Tallone è un elzeviro che si priva degli ornamenti superflui. Esso dà delle pagine bionde, compatte, ove nulla distrae l’occhio tra il segno e il pensiero. Il Tallone ben figurerà a fianco dei grandi classici da Garamond a Fournier fino a Bodoni e Didot. È un carattere che tende a riassumerli tutti nei loro meriti e nei loro impieghi”. Mentre John Dreyfus, importante storico e critico della tipografia, presentandolo nel 1952 al pubblico londinese, più attento ai particolari tecnici, individuava nelle lettere maiuscole alcuni prestiti da Caslon ed osservava che: “Il modo in cui sono state sviluppate le grazie inferiori conferisce piacevolmente una brillantezza scolpita mentre i contorni morbidi, particolarmente la ‘a’, aiutano a generare una stampa aperta, facilmente leggibile".

Tutti i caratteri di cassa della Casa Editrice Tallone sono ampliamente illustrati nel
Manuale Tipografico dedicato all'estetica dei caratteri da testo, dei formati e dell'impaginazione, Tallone Editore, 2008

 

The prestigious types used in our printing house

Our collection of original type fonts, all derived from hand-cut punches, which are used in our printing house, is very ample and one of the most important in Europe, having been constantly enriched since the late XVIII century, when the printing house had been originally founded. This is a unique case in history: type fonts have accumulated over the centuries as a result of the attentive aesthetic choices made by the master printers who successed at the head of the printing house. Original movable metal types differ from hot metal types because the first are the only ones which derive from punches hand-cut directly by great artists, who, size by size, slighty adjusted the proportions of each letter, thereby producing a design universe of great interpretative richness that the more recent industrial and digital protocols are incapable of generating. On the second hand, original movable metal types are made in an alloy of antimony, tin and lead, which grants long-term durability to these types, whereas hot metal types lack antimony, which means a less strong alloy, due to the fact that these types had been conceived to be one-use only (their use for a second or third print run has always been an exception).

Illustrated below are the prestigious original type fonts which appear more often on our books: the Jenson-Kis, the Caslon, the Garamond Deberny & Peignot and the Tallone type font, all of them deriving from hand-cut punches.

Janson Antiqua (Kis)
Miklós Tótfalusi Kis (1650–1702). Transylvanian typographer and letter-cutter who perfected his craftmenship in Holland. He created type fonts of distinction, which were mistakenly attributed to Anton Janson, punch-cutter and letter-founder, at whose workshop in Amsterdam Nicholas Kis worked. The punches of his types, once become property of the polyglot Drugulin type-foundry and printing-house in Leipzig, after various transitions, in 1919 were sold to the Stempel type-foundry of Frankfurt, which put these type fonts into the market under the name of Janson Antiqua. Derived from the original punches cut in 1683, these type fonts are characterized by strong, incisive traits in the roman version, and by rhythmical elegance in the italic, even despite the integrations of symbols and font sizes made to complete the font.

Caslon
It had been cut by William Caslon I between 1722 and 1734. Consacreted to an undiminished success through the centuries, due to its solid and open shapes cut in a spontaneous and bold way, this type font enables the reader to experience the mystery of beauty, because some letters of the Caslon alphabet seem to be perfectible, while it is actually them which contribute to the creation of an exemplary, harmonic efficacy on the whole. It was with this type that Alberto Tallone made his first typesettings in 1931, while working as an apprentice in Maurice Darantiere's typographic studio in Châtenay-Malabry. This type fonts was one of Darantiere's favorite. Even Alberto often recurred to it and transmitted to his successors the passion for this type font, whose traits, size by size, slighty vary their proportions, so that each size presents a strong peculiarity, while nontheless sharing a common theme with all the others.

Garamond Deberny et Peignot
The aim of Georges Peignot, who in 1914 started to design what was to become a beautiful version of Garamond type font, then punch-cut by the skilled Henri Parmentier, was to bring back to the top these classical 16th-century types, taking inspiration from the series owned by the Imprimerie Nationale, attributed to Claude Garamond, but actually derived from the 17th-century types cut by Jean Jannon. Among the numerous interpretations of the original Garamond/Jannon type font, whose success is undimished to our days, the one spurred by Georges Peignot, that puts together the beauty of the shapes with the strenght of the traits, embodies to a maximum level the latin clarity, which set forth the fame of this version, that was marketed only after the merging of the Peignot Foundry with Deberny, in 1923. Alberto Tallone bought the Garamond type cast by Deberny & Peignot in 1949, in order to set the poems of Petrarch's Canzoniere, which would be released on that same year. Since then, he started a solidace with this font, which endures uninterrupted. It often appears in our books, alternating primarily with the Caslon and the Tallone type fonts, our choice depending on which font we consider to best interpret the spirit of the text.

Tallone®
The Tallone font was inspired in Alberto Tallone, who drew it, by the wish to define the outlines of a new font which could interpret in an original and modern way the spirit of the 20th century, avoiding the rielaboration of a pre-existing model, while at the same time remaining in the path traced by the Elzevir's tradition.Having breathed the classical atmosphere of Andrea Palladio's architecture while designing the font within one of his famous villas in the Veneto region, Tallone wished to name it "Palladio" in order to celebrate the great architect, but, when the moulding and casting of the type was under way, the Radiguer Foundry put "Tallone" on the type cases, and that set forth the definitive name. In particular, Alberto wanted to create a round and horizontally stretched out italic version, which would be suitable even for long readings, so that he could relaunch the tradition, started by Aldus Manutius, of entire volumes set in italic types, thus redeeming the italic from the fragmented use to which it had been relegated during the last centuries. It was the engravings on the fountains in Rome made during the Renaissance, as well as the models of Augustan epoch, which inspired Alberto Tallone in designing the upper case versions, which intend to merge the Roman classicity with the suggestions of an airy freshness. Jean Loize, in presenting the new type font in his Gallery in Paris, highlighted the essentiality of its traits and the bounds with all the classical tradition of type designing: "The Tallone type is an Elzevir that gives up the superflous ornaments. It gives blonde, compact pages, where nothing is there to distract the eye between the letters and the thought. The Tallone type will look fine beside the great classics from Garamond to Bodoni and Didot. It tends to summon all of them up in their merits and utilizations". John Dreyfus, important historian and critic of typography, more attentive to the technical features, in presenting the new type to the Londinese public, pointed out that "the treatment of the lower serifs gives an agreeably engraved brilliance, whilst the large counters, particularly the ‘a’, help to create an open, easily legible impression. The two-piece ‘a’ has also been successfully adapted for the italic. The capitals show several influences – for example, the ‘E’, ‘F’ and ‘T’ owe a good deal to Caslon, though the ‘R’ is more in the Gradjean manner".

An exaustive description of all the types which compose the collection of our Printing House is available on:
Manuale Tipografico dedicato all'estetica dei caratteri da testo, dei formati e dell'impaginazione, Tallone Editore, 2008